Italy

Sicilia: la festa di Sant’Agata

Posso dire di essere stata anche io tra quella folla, durante la festa religiosa più seguita al mondo dopo la Settimana Santa di Siviglia e il Corpus Domini di Cusco, Perù: Sant’Agata, Catania. Emozionante.

Tre giorni di culto, devozione, folklore, tradizioni che non possono passare inosservati.

Non sto qui a raccontarvi dettagli che comunque trovate facilmente su Internet: come si svolge la festa nei giorni 3-4-5 febbraio, chi sono i devoti, i fuochi del 3, la messa dell’Aurora, l’uscita della “vara”, il giro interno ed esterno, i fuochi del borgo, le candelore, la Salita di San Giuliano, il canto delle Suore di Clausura, e altro che sicuramente mi sfugge.

A me piace osservare le persone, i volti, i movimenti.

Sono la classica persona che se si trova in coda in autostrada si chiede dove sono dirette tutte quelle persone.

I devoti: indossano un saio di cotone bianco o verde, più raro e indossato dalle donne, un copricapo di velluto nero, un cordone monastico intorno alla vita, di guanti e un fazzoletto sempre di cotone bianco (che viene agitato al grido di “Tutti devoti tutti, cittadini viva San’Aita”). Per il saio bianco ci sono due ipotesi: alcuni dicono che nel 1126 al ritorno delle spoglie della Santa a Catania, la cui notizia si sparse durante la notte, i cittadini si riversarono per le strade in camicia da notte, altri dicono sia semplicemente un saio penitenziale. I devoti portano in dono dei ceri votivi in cambio delle grazie chieste alla Santa Patrona.

Ceri dalle più svariate dimensioni.

Gente, tanta gente, non so quanti sono numericamente i devoti che tirano il cordone per trainare Sant’Agata, si fermano, le dedicano delle canzoni, le urlano delle poesie, applaudono. Gente, tanta gente che la cerca, la insegue, le tira fiori, le dona i ceri.

Poco lontano un silenzio surreale. Altri devoti che camminano in coppia o in trio o in gruppo con questi ceri dalla dimensioni diverse e dal peso spesso notevole.

Mi piace osservarli. Si vede il loro dolore e orgoglio. Li ammiro.

Lo ammetto, ne sono davvero affascinata, questo è ciò che amo di questa festa: la gente.

  • Guarda: ogni singolo dettaglio
  • Prova: a vivere appieno ogni momento della festa
  • Ama: la gente

 

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