France

Corsica on the road: Bonifacio

Sveglia presto, direzione Plage du Petit Sperone: una delle spiagge più belle della Corsica. Un luogo dall’atmosfera surreale.  Ma da qui in poi ogni angolo della Corsica lo è.

Per arrivare bisogna fare una camminata sulla costa per circa 10-15 minuti, tra rocce e spiagge, totalmente immersi nella macchia mediterranea. Una piacevole passeggiata meno faticosa del previsto. All’improvviso un angolo di paradiso, oasi dai colori incredibili, incastonata tra la natura più selvaggia. Una piccola, come dice il nome stesso, spiaggia che non può contenere tantissime persone e quindi ancora più magica. Sicuramente la mia spiaggia preferita della Corse-du-sud.

Poco più avanti un’altra spiaggia splendida, Plage du Grand Sperone. Bellissima e stupenda come la prima, ma anche in questo caso come dice il nome grande. Per questo ho preferito la prima.

Si tratta di spiagge quasi inesplorate, uniche ed esclusive. Il bianco della sabbia, il fondale cristallino e i numerosi grandi pesci che nuotano. In una parola, natura. Un’emozione che poche plage mi hanno regalato.

Poco prima del tramonto mi sono spostata direzione Bonifacio, ma prima di arrivare una tappa irrinunciabile: il Faro di Capo Pertusato.

Il panorama è incredibile, uno dei più suggestivi della costa sud. Ci troviamo all’estremità meridionale della Corsica. Il faro è facilmente raggiungibile grazie a un sentiero da percorrere a piedi con una vista più unica che rara, ovviamente bisogna prestare molta attenzione a non cadere giù visto lo strapiombo. Da qui si vede chiaramente l’arcipelago della Maddalena, la Gallura e Bonifacio. Uno di quei luoghi della Corsica che devono essere visti e che rimangono nel cuore. Una distesa verde, un percorso e il faro: una torre a sezione quadrata in muratura e pietra che si eleva al centro di un edificio a pianta rettangolare dove in passato vivevano due guardiani. Al di sopra della torre la lanterna a sezione circolare. Un paesaggio diverso da quello visto finora, e incredibile. Per un attimo sembra l’Irlanda, con i suoi paesaggi tipici: il verde del prato, il bianco del faro e il blu del mare.

Pochi chilometri e una strada formata da rocce incredibilmente belle, si arriva a una delle mete più turistiche e suggestive della Corsica: Bonifacio. Piccolo borgo che contiene poco meno di 3.000 abitanti, numero che in estate si raddoppia grazie alla sua vicinanza con la Sardegna. Si tratta di soli 12 km di distanza da Santa Teresa di Gallura che i traghetti percorrono in circa un’ora. Il porto, sopratutto turistico, è un piccolo fiordo circondato da pareti di calcare bianco, elemento  tipico di Bonifazziu. Il borgo corso nasce attorno a questa insenatura.

Già da Capo Pertusato si vede l’immensità della scogliera, ma la sua imponenza la si percepisce soltanto quando la si vede da vicino. Mi sono accorta della sua reale grandezza la sera, durante la mia prima passeggiata. Ho soggiornato in un hotel sul porto, a pochi passi dal parcheggio, e di sera ho percorso una delle strade più suggestive che potessi percorrere. Si tratta di una scalinata, Montée Rastello, da cui si raggiunge il belvedere. E’ un paesaggio stupefacente,  di una eleganza e immensità unica. Continuando a percorrere la scalinata si oltrepassa una porta tipica delle roccaforti e si entra all’interno di un luogo senza tempo, un borgo di una bellezza unica, la cittadella. Una cittadelle molto simile per struttura a Bastia ma più grande, e diversamente suggestiva. A rendere il mio arrivo magico è stato un canto proveniente da un locale, musica popolare corsa che racconta la storia di questa bellissima terra. La forza della musica.

Dopo una lunga passeggiata tra i vicoli in salita e in discesa mi sono fermata a cena in un locale tipico dove mangiare le pietanze della cucina corsa. Un assaggio di salumi, una melanzana alla bonifacina, ripiena di formaggio brocciu, una frittata e il buonissimo pane dei morti, un pane nero ripieno di canditi. Una delle cene più buone gustate in Corsica.

La mattina seguente, prima di proseguire nel mio tour on the road, ho deciso di rivedere tutta la bellezza di questo borgo con la luce del giorno in modo da conoscere e apprezzare la sua storia.

I primi reperti storici risalgono a circa 6.500 anni fa, ritrovati all’interno di una grotta. L’insediamento fu ben presto occupato da mercanti greci e militari romani prima di passare in mano ai pirati del Mar Mediterraneo. Solo nell’anno 833 Bonifacio II di Toscana fondò un villaggio per difendersi dalle incursioni dei Saraceni, proprio da lui la città prese il nome.  Fino alla fine del XII secolo rimase sotto il controllo della Repubblica marinara di Pisa, per passare poi sotto il controllo della Repubblica di Genova. Una leggenda narra che i genovesi entrarono in città nel 1195 approfittando di un matrimonio e dello stato di ebbrezza di tutta la popolazione. I genovesi la fecero subito diventare una fortezza inespugnabile, aiutati dalla sua naturale posizione strategica di controllo sulle bocche di Bonifacio e di accessibilità possibile solo dall’interno del fiordo. Nel 1420 il re d’Aragona attaccò la città, un assalto durato ben cinque mesi, periodo durante il quale fu costruita la scalinata del re d’Aragona lungo la parete della scogliera. Una delle attrazioni turistiche più famose composta da 189 gradini con una pendenza di 45° che è possibile percorrere al prezzo di € 2,50.

Dopo un secolo Bonifacio subì un nuovo assalto da parte dei francesi e dei turchi, che massacrarono la popolazione aiutati anche da un’importante epidemia di peste. La città venne conquistata grazie all’inganno di un emissario genovese che permise il suo ritorno sotto il dominio genovese, ma nel 1768 cedette alla Francia con il trattato di Versailles.

Una storia avvincente che si ha modo di conoscere e vivere passeggiando tra le sue vie, fermandosi ad osservare ogni singolo punto panoramico in grado di regalare emozioni uniche al mondo. Questa la Bonifacio che mi ha fatto innamorare.

Tantissime le botteghe che vendono coralli rossi, tipici di Bonifazziu, un tesoro che rende ancora più magica questa cittadelle.

  • Guarda: ammira il panorama della scogliera in qualsiasi momento della giornata, i vicoli, le botteghe di coralli e merletti.
  • Prova: la cucina corsa.
  • Ama: la scogliera, osservandola in silenzio e innamorandosi della sua bellezza unica .

 

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