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Il Salento: Santa Maria di Leuca

Come dei viaggi sono un’amante di cinema e film. In questi giorni ho finito di leggere “L’amore a due passi” di Catena Fiorello acquistato durante una vacanza in Puglia, precisamente in Salento luogo dettagliatamente raccontato dalla scrittrice.  Purtroppo devo ammettere che il  romanzo non mi ha entusiasmata particolarmente, ma l’egregia descrizione dei luoghi visitati dai personaggi e da me in prima persona qualche tempo fa, mi ha fatto riaffiorare  le stesse emozioni provate in viaggio.

Una delle città che mi è rimasta più nel cuore è senza dubbio Santa Maria di Leuca. Siamo nel tacco d’Italia, frazione di Castrignano del Capo, provincia di Lecce. Un borgo marinaro d’eccellenza dai colori predominati del bianco e dell’azzurro.

Il mito greco narra una storia d’amore e dolore che ha per protagonista Leucasia, una sirena al cui canto nessuno resistette mai tranne un pastore intento a pascolare le sue pecore tra gli scogli, Melisso. Leucasia si innamorò subito del pastore, ma Melisso era già innamorato di Aristula, una giovane fanciulla del posto. A questo punto la Sirena si vendicò: aspettò che gli innamorati passeggiassero sugli scogli mano nella mano, scatenò una tempesta e li fece annegare assicurandosi che i loro corpi finissero separati per sempre sui due lembi opposti di un golfo. La Dea Minerva, che assistette alla scena, si impietosì dei due amanti e decise di offrire loro l’eternità pietrificandone i corpi, corpi che oggi sono le punte di due promontori, Punta Meliso e Punta Ristola. Sono due estremità destinate a non toccarsi mai che abbracciano insieme una superficie d’acqua ai confini della terra. Anche Leucasia, attanagliata dal rimorso, chiede la sua pietrificazione e finì per diventare la città bianca di Leuca.

Ciò che ho amato più di Santa Maria di Leuca è stato il faro, importante punto strategico del Mediterraneo, purtroppo non visitabile al suo interno. Suggestivo arrivare in questo luogo panoramico di confine tramite una scalinata monumentale di ben 284 scalini, divisa in due rampe di scale con al centro una maestosa cascata che porta a una piazza dove è presente la Basilica Santa Maria de Finibus Terrae e il faro.

Ebbene si, ho una passione per i fari. La forma, i colori, le luci, la posizione, l’altezza, la posizione. Affascinanti nell’aspetto estetico e non solo. Chissà quante storie, segreti e misteri custodiscono.

Il faro di Leuca è bianco, ha forma ottagonale e il suo segnale luminoso è rappresentato da tre fasci di luce ogni 15 secondi attivo dal tramonto all’alba. Essendo uno dei fari più importanti del mediterraneo, ha luce bianca, la luce verde, rossa o gialla è tipica dei fari minori. Per poter meglio distinguere il settore di navigazione sicura, la lanterna ha diametro di tre metri, dotata di 16 lenti, di cui 10 oscurate, per permettere  la giusta alternanza di segnali luminosi bianchi e rossi.

 

 

Consiglio di visitare Santa Maria di Leuca evitando luglio e agosto e preferendo la bassa stagione. Potrete godere meglio delle sue bellezze.

  • Guarda: la scalinata monumentale; il lungomare; Basilica Santa Maria de Finibus Terrae; suoni e colori; la vicina cittadina di Castro.
  • Prova: a percorrere la scalinata monumentale, il panorama sul borgo sarà pazzesco; l’interno della Basilica; assaggiare ogni prodotto tipico pugliese, la sua cucina è inconfondibile.
  • Ama: il panorama mozzafiato dal faro di Leuca; le luci del borgo marinaro; leggere, è uno dei modi per capire cosa ci piace, cosa non ci piace, cosa cerchiamo, cosa amiamo e come lo amiamo.

Provare per amare.

 

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