Valentino fu il primo religioso a celebrare l’amore tra un legionario pagano romano e una giovane cristiana: Sabino e Serapia. L’unione era ostacolata dai genitori di lei ma una vinta questa resistenza, si scoprì che la giovane Serapia era molto malata. Il centurione romano chiamò Valentino al capezzale della donna in fin di vita chiedendogli di non essere mai separato da lei. Allora il Vescovo Valentino lo battezzò e lo unì in matrimonio con la giovane. E i due morirono insieme.

Quanto romanticismo in questa storia!

Ma come viene celebrato l’inno all’amore nelle varie parti del mondo? Cosa si fa in Corea del Sud, in Niger, in Guatemala e in Ungheria durante il giorno più romantico dell’anno?

Nel Nord America è la festa di chi si vuole bene, quindi familiari, amici e innamorati. Si usa preparare dei bigliettini e dolci che si scambiano soprattutto i bambini con i genitori, compagni  di scuola e maestre.

In Guatemala  si festeggia il Día del Cariño, il giorno dell’affetto tra amici e innamorati.

In Sud America si festeggia il Dia dos Namorados il 12 giugno, giorno prima di Sant’Antonio patrono dei matrimoni. Durante questo giorno le donne single usano portare con loro una statuetta del santo al quale affidano il loro desiderio di diventare mogli. Un vero e proprio rito propiziatorio.

In Spagna l’uomo, da buon passionale, regala rose rosse alla donna amata e si trascorre la serata con una cena a lume di candela seguita da una passeggiata. Molti si concedono qualche giorno a Siviglia, la patria sensuale del fandango, ballo di coppia.

In Italia, in Francia e in Germania gli innamorati festeggiano regalando fiori, bigliettini, doni e cene romantiche.

In Inghilterra si scambiano i “Valentine“, i bigliettini d’amore a forma di cuore da donare alla persona amata. Molto importante è che il mittente sia anonimo in modo da creare un’emozione di attesa nel destinatario. E’ un’usanza che risale al XV secolo, quando Carlo D’Orleans, prigioniero nella torre di Londra, inviava lettere d’amore alla moglie chiamandola “Ma tres doulce Valentinèe“, lettere che si possono trovare alla British Library di Londra.

In Irlanda si usano le cene romantiche con scambio di regali e bigliettini. Bigliettini dati segretamente contententi frasi d’amore come omaggio a tutte quelle coppie che si sposavano sotto la persecuzione sfidando in questo modo il pericolo. Le origini irlandesi sono da cercare nella cultura gaelica secondo la quale è consigliato indossare un anello con il cuore tenuto da due mani, il cosiddetto Claddagh Ring. In base alla direzione in cui lo si indossa, si indica se si è single o in coppia. Inoltre qui si festeggia anche Geofrey Chaucher, vissuto tra il 1300 e il 1400, poeta che invitava sempre a festeggiare l’amore.

In Ungheria giovani uomini e donne si recano nei boschi per raccogliere i bucaneve, fiore resistente al freddo e al gelo, da regalare alla persona amata.

In Finlandia ed Estonia è una festa da trascorrere in compagnia, qui è il “Giorno degli Amici”.

In Niger nella tribù dei Woodabe, le giovani donne scelgono il proprio compagno tra tutti i ballerini presenti alla gara di danza organizzata per il 14 febbraio, uomini che indossano collane e copricapi colorati.

In Sudafrica è una festa molto attesa. Si prende ispirazione alla festa romana chiamata Lupercalia e punta alla fertilità. Difatti si usa appuntare sulla manica un biglietto con il nome dell’uomo che si ama e che in questo modo scoprirà quali donne sono interessate a lui. Anche qui ci si scambia fiori e regali.

In Thailandia si festeggia solo quando si è decisi a sposarsi con la persona giusta.

In India i tradizionalisti la vedono come un’intrusione della cultura occidentale nella propria e per festeggiarla si sono rivolti a una leggenda induista in cui Kamadeva, il dio dell’amore, impugna un arco di fiori e colpisce uomini e donne per farli innamorare, una versione induista e anche un pò hippie del più famoso Eros.

In Cina sono gli uomini a regalare fiori e cioccolatini alle donne. Qui esiste un’antica tradizione chiamata “La Notte dei Sette” che si festeggia in agosto, ovvero il settimo giorno del settimo mese lunare. E’ un festival che trova origine in una storia molto simile a quella di Romeo e Giulietta: Zhinü e Niulang. I due non potevano amarsi, e quando il padre di Zhinü scoprì che si erano sposati segretamente sulla terra, la mandò a vivere tra le stelle. Ma ogni anno uno stormo di gazze si presenta tra la Terra e la Via Lattea per formare un ponte che permette loro di raggiungersi e abbracciarsi proprio nel giorno della settima notte, il Qixi. In questa giornata le giovani donne usano offrire della frutta a Zhinü affinché possano trovare un fidanzato innamorato e fedele come il suo. Le coppie invece si recano al tempio per pregare per il loro futuro.

Nelle Filippine il 14 febbraio, oltre a essere festeggiato con regali, è il giorno preferito per sposarsi e per rinnovare il matrimonio. E’ un vero e proprio fenomeno di massa che spesso si svolge in luoghi molto grandi come i centri commerciali.

In Giappone il 14 febbraio le donne regalano dei cioccolatini agli uomini che dovranno ricambiare con cioccolatini bianchi il mese successivo durante il White Day, il 14 marzo. Stessa tradizione in Corea del Sud dove però chi non ha ricevuto nulla durante San Valentino e il White Day celebrerà il mese ancora successivo il Black Day, il 14 aprile, data in cui i cuori solitari si recheranno in un ristorante a mangiare spaghetti al nero di seppia lamentandosi delle sventure e della propria solitudine.

Non si festeggia in URSS e atri stati dell’Ex Unione Sovietica di religione ortodossa. Qui i governi hanno vietato i festeggiamenti perché non è una festa prevista nel calendario religioso.

Non importa in quale parte del mondo, importa vivere l’amore ognuno a modo suo come è giusto che sia. 

Guarda, prova, ama.

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