Giorni e giorni di ordinario lavoro senza sosta devono pur servire a qualcosa. C’è chi spende il denaro guadagnato in cene e ristoranti o abiti e accessori più o meno lussuosi, chi compra e legge libri, chi investe in sport o automobili, e poi ci sono io il cui unico obiettivo è organizzare un viaggio e farlo.

In fondo andare in vacanza, si sa, è bellissimo.

Vacanza e souvenir, quasi una vera ossessione, una di quelle sane però. Non torno mai da una nuova città senza aver portato con me qualcosa di quel luogo, qualcosa che mi faccia sempre pensare alla magia di quei momenti vissuti in quella meta piuttosto che in un’altra.

Nella maggior parte dei casi, trattandosi di breve fughe dalla quotidianità e non avendo molto tempo a disposizione se non per una vera a propria maratona girando il più possibile a piedi, sono capace di camminare per tantissimi chilometri senza stancarmi, devo accontentarmi di una calamita da aggiungere alla collezione del mio frigorifero. Non una semplice calamita che si trova in ogni negozio di souvenir, ma la calamita che per sempre mi ricorderà quel luogo e che sarà diversa dalle classiche. Di solito opto per un soggetto tipico o un materiale prestigioso, per quanto possibile ovviamente, o meglio entrambi. Sono disposta a spendere una fortuna per avere la più bella, anche perché nella maggior parte dei casi è il mio acquisto da aeroporto e si sa che qui i prezzi sono sempre più alti.

In altri casi,  dai pub tipici inglesi, porto via i sottobicchieri..ovviamente prima chiedo ai camerieri se posso farlo, non li rubo. Ne ho tantissimi, dalle forme e colori più svariati. Che uso ne faccio? Bene, ogni tanto io e il mio compagno di vita ci dedichiamo dei buoni aperitivi per rilassarci dalle lunghe giornate di lavoro e amiamo la birra artigianale. Non amando solo la bontà ma anche la bellezza, curo l’allestimento e amo usare il dettaglio: il sottobicchiere da birra tipico dei pub inglesi, tipico e originale del luogo. Binomio perfetto per “viaggiare” per tutta la durata del drink. In fondo non si dice che ogni viaggio lo si vive tre volte?

Il mio pezzo forte in termini di ricordino? Ultimamente frequento diversi musei ed ecco il mio souvenir d’autore. Volantini, pubblicità, locandine, poster, tutto ciò che mi passa davanti gratuitamente o sottocosto può diventare mio se ritengo di poterne trarre un bel pezzo d’arredamento per la mia casa.

Amo i quadri e casa mia ne è piena, sia appesi che appoggiati sul pavimento. “Ne ho così tanti che alcuni li poso a terra” fa molto artista newyorkese o appartamento di artista maledetto bohèmien. Sono la mia passione. L’unico valore da loro posseduto è la loro provenienza. Sono dei frammenti delle città che ho visitato e  porto a casa con me a ogni rientro.

Per cui ho incorniciato la locandina della mostra di Dalì vista a Berlino accanto alla rivista dei film in proiezione alla 68ma edizione della Berlinale, delle stampe acquistate alla mostra di Botero vista a Verona (riproduzioni di opere presenti alla mostra ovviamente) accanto a un quadro fatto a mano in terracotta da artigiani di Artefatto, bellissima officina artigianale a Castro, un borgo pugliese molto carino, e poi ho incorniciato delle pubblicità di mostre future rispetto alla data in cui io sono andata al Mamco di Ginevra, museo di arte moderna assolutamente da vedere. Questi solamente alcuni degli ultimi souvenir d’autore presenti a casa mia.

Tratto ognuno di loro come se fosse un’opera pregiatissima, quasi fosse il “Battesimo di Cristo” di Piero della Francesca, ricordo ogni loro dettaglio e storia che li contraddistingue, storia ovviamente strettamente personale.

In alcuni casi, soprattutto dalle mete con una interessante storia musicale, porto via dei vinili del cantante o gruppo locale che più amo, cerco i negozi più alla moda dove poterli acquistare e ne compro uno usato e uno nuovo.

Una volta tornata a casa mi piace ricordare i miei viaggi guardando le stampe, una mappa ridisegnata con le strade da me percorse o semplicemente lasciandomi avvolgere dalla musica che mi ricorda quel luogo piuttosto che un altro.

Un’esperienza sensoriale prima, durante e dopo il viaggio.

#guardaprovaama

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