Dopo aver noleggiato l’auto e aver fatto un giro veloce alla Citadelle de Bastia inizia la mia Corse on the Road. Guidando verso sud e facendo molta attenzione agli autovelox (anche se non è servito molto visto la multa arrivatomi al rientro a casa) finalmente la mia seconda fermata: Aléria.

Ho scoperto questa città facendo delle semplici ricerche online, cercavo un luogo carino che fosse a metà strada dalla mia destinazione successiva. Dopo  un’ora e trenta minuti di guida da Bastia eccomi qui: proprio quello che cercavo.

Quasi all’improvviso in una zona pianeggiante alla foce del fiume Tavignano una grande distesa piena di pecore bianche, nere e grigie e un piccolo agglomerato di case: Aléria, uno dei siti archeologici di maggiore interesse di tutta la Corsica insieme all’agglomerazione Mariana nel comune di Lucciana.

Ho visitato il museo archeologico che possiede tanti resti ricchi di storia  pagando un biglietto di ingresso al prezzo di € 2, si tratta del contenuto delle principali tombe, quindi comprende ceramiche, armi e utensili di origine greca, italica, punica e indigena.

Ma la parte più bella per me è alle sue spalle: la Villa Romana.

La sua edificazione è strettamente legata alla presenza del Tavignano, un importante fiume, e una vasta distesa di terreno coltivabile. Proprio ciò che ha suscitato maggiormente il mio interesse mentre ero in auto.

Erodoto, “padre della storia”, cita l’arrivo dei Greci da Oriente nel V° secolo a.c, per l’esattezza un gruppo di greci cacciati dai persiani quando una colonia greca occupava già da circa venti anni Alalié. Quindi tra il 500 e il 340 a.C. si insediano i greci che la chiamano Alalié, nome che rimane fino a quando diventa capitale etrusca e poi romana. La romana Aléria è edificata durante il primo secolo a.C. Le tracce oggi visibili corrispondono al centro della città romana, il cui popolamento è avvenuto in tre ondate attribuite a Silla, Cesare e Ottaviano. I principali monumenti sono intorno a un foro i cui lati porticati costituiscono la facciata dei negozi. Una città destinata a evolversi fino alla tarda antichità, fino al IV° secolo periodo in cui conosce un progressivo declino. Segue una fase di sfruttamento delle rovine che consiste nel riciclaggio di elementi architettonici trasformati in calce o riutilizzati nella costruzione di opere murarie.

Le rovine della città antica sono descritte per la prima volta da uno scrittore, storico e archeologo francese amante del misticiscmo e dell’inconsueto: Prosper Mérimée. Lui nel 1839 si reca in Corsica come ispettore. Ma soltanto più di un secolo dopo, tra il 1955 e il 1960 sono intrapresi i primi scavi importanti che portano alla scoperta del Foro romano, ovvero la piazza pubblica, e di una grande parte dell’insediamento romano attualmente visibile.

Passeggiando tra i resti romani si distingue perfettamente come era organizzata la vita ai quei tempi. I due templi, i porticati dove erano presenti i negozi e le terme. Non è molto grande, ma rispetto ad altri siti archeologici ammetto di aver subito un fascino diverso. La sua natura più wild, caratteristica corsa, mi ha permesso di sentirmi parte di quell’epoca tanto lontana quanto affascinante e misteriosa, e di sognare ad occhi aperti. Se la storia a scuola fosse insegnata in questo modo, “sul campo”, sarebbe stata sicuramente la mia materia preferita.

La ritengo una tappa fondamentale per un viaggio in Corsica. Solo passando da qui si conosce quella storia che in altro modo non si ha modo di comprendere. Passeggiare all’interno della Villa è stato un vero e proprio “tuffo” nel passato, dove si percepisce l’esistenza di un tempo che si è fermato ad Alalié.

  • Guarda: la bellezza delle terme romane e dei suoi resti; il panorama sulle colline corse.
  • Prova: a immaginare la vita ai tempi dell’Antica Roma.
  • Ama: Aléria.

 

 

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