In una cornice perfetta, Taormina, in un edificio storico rappresentativo delle città, il Palazzo Corvaja, un’esposizione che merita di essere visitata, Les Femmes – Multimedia Experience, protagonista: Amedeo Modigliani.

I dipinti di Modì, così soprannominato, sono davvero dei capolavori, ma ammetto che non conoscevo a fondo la sua storia prima di varcare la soglia di questa esposizione.

Italiano, nato a Livorno, artista nel vero senso della parola. Immagino i pittori dell’epoca, siamo nei primi anni del Novecento, proprio come lui: belli e maledetti.

Come succede in questi casi, la sua salute cagionevole lo costringe spesso a casa ed è proprio qui che nasce la sua passione per il disegno. Dunque si trasferisce prima a Firenze, poi a Venezia e infine a Parigi, città all’avanguardia e punto di ritrovo per tantissimi artisti. Il quartiere di Montmartre, il “covo” dei più grandi artisti, molto spesso squattrinati, luogo di incontro di grandi personalità come Moïse Kisling, Maurice Utrillo, Pablo Picasso, Diego Rivera, Max Jacob, Blaise Cendras e Jean Cocteau, alcuni dei quali diventano suoi grandi amici.

Qui sviluppa il suo stile unico. L’arte africana e oceanica che si distingue per i volti e colli allungati, la forma degli occhi anche questa allungata, diventa sua ispirazione.

Subito famoso per la sua rapidità nel dipingere riuscendo a mettere completamente a nudo i suoi soggetti in una o due sedute al massimo, senza nessun ritocco.

Modigliani è amante dei ritratti. Ritrae principalmente i suoi amici e conoscenti del quartiere bohèmien dove vive e dove conosce l’amore della sua vita: Jeanne Hébuterne, giovane pittrice parigina esordiente. Jeanne, dalla bellezza malinconica e vulnerabile, con un paio di occhi azzurri seducenti, riservata studentessa d’arte di origini borghesi di soli 19 anni, Amedeo uomo di 33 anni, artista dalla torbida fama. La loro fu una storia di passione estrema dal tragico epilogo. Jeanne è amante, musa, fonte di ispirazione e anima stessa del pittore. Protagonista di innumerevoli disegni e di una ventina di tele.

Come ogni artista maledetto che si rispetti, Jeanne è sì il suo grande amore da cui ebbe una figlia, Jeanne come la mamma, ma non l’unica donna. Nel 1920 Modigliani si spegne per una meningite tubercolotica, lasciando la giovane donna con una bambina e un altro figlio in arrivo in preda alla disperazione.  Un dolore di separazione talmente forte che il giorno seguente Jeanne decide di seguire il compagno gettandosi dalla finestra. Una storia d’amore tragica e senza tempo.

Jeanne, quindi, non è l’unica donna nella vita di Amedeo. Le ama tutte in maniera passionale con l’intento di possederne anche l’anima: Gilberte, Elvire, Margherita, Marie, Thora, Maud, Lucienne, Beatrice Hastings, Renée. Tutte presenti nei suoi bellissimi ritratti.

A breve distanza dal Centenario della sua morte nasce la mostra Les Femmes, una nuova esperienza multimediale, una strabiliante innovazione. Le più moderne tecniche digitali per presentare tutte le opere di un grande artista. L’esposizione è realizzata dall’Istituto Amedeo Modigliani, in collaborazione con Navigare s.r.l.

Le opere sono tutte in formato Modlight, ovvero ogni dipinto digitalizzato è stato riprodotto su uno speciale film retroilluminato nel suo formato originale e in una qualità elevata, film inserito in un pannello illuminato in modo omogeneo, in modo da ottenere i colori originali. Una piacevole scoperta.

1918 – Ritratto di Jeanne Hébuterne – Musée d’Art Moderne, Troyes (France)

Molto interessante la sala video dove è proiettato un corto realizzato da Sky Arte, senza non avrei conosciuto meglio Modì, con i suoi drammi interiori, e Jeanne. Diverse le opere che mi hanno particolarmente affascinata e tutte raccontano la storia dei personaggi in maniera unica e appassionante.

Notevole la figura di Jeanne. Nel 1918 la ritrae con un maglione giallo. E’ un ritratto dalla semplicità nelle forme e nei colori disarmante, quasi a rappresentare la loro vita che di certo non è caratterizzato da ricchezza e sfarzo. Qui è possibile vedere l’originalità e la modernità di Modì: un maglione giallo, di lana, a trama grossa, con un collo molto moderno, capo di abbigliamento attuale.

1919 – Jeanne Hébuterne con foulard rosso – Collezione privata

Jeanne è una donna in netto contrasto con la tradizione di Modigliani che lo vuole ubriaco e maledattamente bohèmien. La sua presenza è molto importante nella vita di Modì ed è proprio lei a donargli una positività che non gli appartiene. C’è un ritratto in particolare che ritrae il senso di calma regalato da Jeanne, un senso che si può vedere nei colori intensi e allo stesso tempo delicati.

Non solo Jeanne. Elena Povolosky, moglie di Povlosky nonché proprietario di una galleria di Parigi e libraio. Una donna dagli occhi blu, modella molto somigliante a Jeanne Hébuterne.

1917 – Ritratto della Signora Van Muyden – Museo de Arte de Sao Paulo (Brasile)

La ragazza con una camicetta a righe custodito in una collezione privata. La donna con nastro di velluto rappresentata insolitamente con uno sfondo di un paesaggio verde e naturalistico.

Interessante  è trovare non solo ritratti dei suoi amici di Montmartre, ma uno dei pochi adesso al Museo d’Arte di San Paolo in Brasile dipinto su commissione. La Signora Van Muyden, composta, elegante e autonoma. Mi ha colpito parecchio la sua persona.

Infine ci si trova nella sala dei dipinti più famosi che riguardano i nudi.

Il 3 dicembre 2017 Modigliani inaugura alla galleria parigina Galerie Berthe Weil una mostra con circa una trentina di tele raffiguranti nudi femminili sdraiati o a mezzo busto. Interessante è che nella locandina vi è un nudo inedito, Jeanne: mai stata ritratta senza veli per preservare la sua riservatezza. Esposizione chiusa a poche ore dalla sua apertura. Non sono solo modelle ma donne da amare, spesso conquiste del bel pittore. Figure erotiche che si uniscono a un’eleganza malinconica umana, caratteristica che contraddistingue Modì.

Donna nuda seduta con la collana dalla sensualità paffuta e ammaliante, nudo seduto sul divano dalla forte sensualità, donna seduta con una maglia tra le mani, giovane lattaia, il nudo disteso con le braccia aperte, il più famoso e provocatorio.

Un Modigliani che merita senza dubbio di essere conosciuto.

Dipingere una donna è come possederla. Amedeo Modigliani.

 #guardaprovaama

1917 – Nudo disteso conte braccia aperte o Nudo Rosso – Collezione Privata

 

 

 

 

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